La dimensione di coppia

coppia alberi

La sfida non consiste nell’incontrarsi, ma nel coltivare il terreno, nella fatica amorosa di due esseri imperfetti che si accettano l’un l’altro e si accordano per lavorare la terra, costruire ponti e che non fuggono al primo crollo o al primo terremoto.” (G. Belli)1

Nella società attuale, il singolo è diviso tra il desiderio di realizzarsi come individuo e il bisogno di una comunanza durevole con un altro da sé. Per stare in coppia occorrono coraggio, pazienza, tolleranza, capacità di negoziare costantemente. Quella diadica è una dimensione tutt’altro che semplice: in essa si intrecciano aspetti e dinamiche personali, sociali, familiari e transpersonali.

Secondo Carl Rogers, le condizioni di base per la costruzione di una relazione di coppia soddisfacente e duratura sono quattro:

  • dedizione o impegno: interesse comune ad arricchire costantemente la vita di coppia anche attraverso il cambiamento; visione della relazione come processo continuo e non come contratto statico;

  • comunicazione: condivisione di qualsiasi sentimento positivo o negativo, senza formulazione di accuse nei confronti dell’altro; comprensione dei pensieri e sentimenti dell’altro, a livello verbale e non verbale; comunicazione partecipe, coraggiosa, ricettiva;

  • disgregazione dei ruoli: vivere secondo le proprie scelte profonde piuttosto che in base alle aspettative e ai ruoli imposti da famiglia, società e cultura di riferimento;

  • diventare due sé distinti: rispettare e sviluppare l’individualità, accettare sé stessi e la propria ombra, essere liberi di esprimere sé stessi all’interno del rapporto, incoraggiare la crescita di entrambi.2

Charles O’Leary delinea gli elementi del counseling relazionale di coppia a partire dall’approccio umanistico rogersiano:

  • curiosità: il counselor è testimone interessato della complessità e unicità di ogni relazione;

  • filosofia relazionale: il professionista è presente con la sua autenticità;

  • capacità di “lasciar andare”: rispettare la direzione stabilita dai clienti, senza imporre le proprie aspettative;

  • equilibrio tra confronto e accettazione: il counselor aiuta i clienti a diventare consapevoli dell’incongruenza che vi è tra quello che uno dei due dice e fa e quello che l’altro percepisce;

  • comprensione empatica di ognuno: ciascun cliente viene considerato come persona singola al di là del ruolo matrimoniale;

  • facilitazione attiva del dialogo: entrambi i clienti devono avere la possibilità di esprimersi e di ascoltare l’altro.3

Nella coppia si palesano gli stili di attaccamento dei due partners e avviene l’incontro dei bisogni rimasti irrisolti all’interno delle rispettive famiglie d’origine. Ad esempio, è possibile che uno dei partner svolga nei confronti dell’altro un ruolo genitoriale. E’ importante che ciascuno divenga consapevole dei propri bisogni e del ruolo che svolge all’interno della diade. Nella coppia che funziona, i partners si collocano in un rapporto alla pari, sullo stesso livello; in senso hellingeriano, potremmo dire che si percepiscono come aventi la sessa grandezza. Ciascuno deve portare da solo i propri fardelli e il proprio destino: questa qualità interiore protegge il bambino, che non sarà costretto a portare ingiustamente su di sé i fardelli dei propri genitori, e rende più autentica e funzionale la relazione con il partner.4

Inoltre, in base alla legge dell’equilibrio tra dare e ricevere, nel sistema coppia ognuno deve dare all’altro solo quanto questi è in grado di restituire. Il rapporto in cui uno dei due è l’unico che dà e l’altro è l’unico che prende, è destinato a fallire. La compensazione tra dare e avere vale in positivo ma anche in negativo: se uno dei due fa qualcosa che ferisce l’altro (es. tradimento), questi è tenuto a chiedere un risarcimento inferiore al male subito per ristabilire l’equilibrio nel rapporto. Hellinger sostiene infatti che il perdono accresce lo squilibrio, perché chi perdona si pone in una posizione di superiorità rispetto al partner.5

All’interno del sistema “coppia” rientrano anche le famiglie d’origine e i partners precedenti. Come afferma Bert Hellinger, infatti, non ci si lega soltanto alla persona come singolo, ma anche ai suoi genitori e, in una visione ancora più ampia, a tutta la sua famiglia d’origine, come fonte di regole e tradizioni. Per quanto concerne i partners precedenti, Hellinger descrive l’indissolubilità dei legami del passato, così come emerge dalla pratica della costellazioni familiari: il partner successivo non crea un legame tanto profondo come quello precedente, anche se l’amore e la felicità possono essere superiori. E’ importante rispettare le persone con cui il partner è stato precedentemente legato e prendere consapevolezza del “venire dopo”. Allo stesso modo, anche i propri partners precedenti vanno onorati, accettando ciò che essi hanno donato e lo spazio che hanno lasciato libero per la coppia attuale. Questo passaggio è fondamentale per evitare che il figlio della coppia attuale prenda su di sé il rancore, il dolore o altri sentimenti negativi di un partner precedente non rispettato. L’anima dei bambini solidarizza infatti con il partner precedente dei genitori. Come in altri casi sistemici, i bambini si fanno carico inconsciamente di questioni lasciate in sospeso dai genitori o dagli antenati.6

E’ fondamentale ricordare sempre che il rapporto di coppia viene prima dell’essere genitori, perché la diade è nata prima e perciò ha la precedenza. Se si comincia a percepire il partner solo come genitore, il rischio è quello di perdere l’essenza della coppia. Occorre dedicare alla dimensione a due tempo e cure, perché l’amore della coppia alimenta l’amore genitoriale. Inoltre, i figli che assistono ad un rapporto buono e affettuoso tra i loro genitori si sentono protetti. Interiormente, se i genitori rispettano questa gerarchia, tutti si sentono bene. Se invece il figlio costituisce il centro della famiglia, come accade diffusamente nella nostra società, tutti i componenti si sentono insicuri, in particolare il bambino.7

Allo scopo di esplicitare l’equilibrio che sta alla base della coppia, è possibile lavorare su delle immagini che illustrano posizioni dinamiche di forza-debolezza, superiorità-inferiorità, dominanza-sottomissione, supporto-appoggio, contatto-lontananza, comunicazione-isolamento, collaborazione-ostilità, ecc. Un’altra metodica che si può utilizzare è quella di costruire la scultura vivente della coppia, utilizzando in gruppo due rappresentanti: questa immagine permette di vedere ciò che realmente è e può innescare un processo di cambiamento verso un maggior equilibrio diadico.

F. P. Ranzato riprende la visione alchemica junghiana per descrivere le dinamiche inconsce e archetipali della coppia. Il matrimonio rappresenta un principio di individuazione cui auspicabilmente dovrebbe seguire, in un secondo tempo, la realizzazione del Sé, l’incontro con il divino. La donna proietta sul compagno il suo Animus (immagine dell’uomo ideale o idealizzato), mentre l’uomo proietta su di lei la sua Anima (immagine della donna ideale o idealizzata). L’Animus può essere “paterno”, “primitivo”, “eroico” o “saggio”. L’Anima può essere “materna”, “erotica”, “indipendente-emancipata” o “saggia”. Il matrimonio può anche essere asimmetrico: la sposa proietta sullo sposo il pater e lui la filia o viceversa. Si può quindi affermare che si ama nell’altro l’ideale archetipico (maschile o femminile) presente in sé stessi, operando una sorta di trasfigurazione dell’altro reale. Quando avviene il ritiro della proiezione, ovvero quando decade l’idealizzazione, gli effetti possono essere catastrofici. Ranzato individua tre insidie per la coppia:

  • l’ombra: viene proiettata sul rivale; se non riconosciuta come parte di sé, ostacola il rapporto con l’Anima/Animus e con il partner;

  • la madre: insidia la coppia perfetta Animus saggio – Anima saggia o Animus eroico – Anima emancipata; compare sotto forma di madre-terra o di moglie-madre;

  • il padre: rappresenta il Super-Io cioè la legge, il dovere, la morale, il conformismo; inibisce soprattutto il rapporto spirituale-erotico con l’Anima materna (complesso di Edipo).

Ranzato propone quindi un lavoro sui complessi materni/paterni e sulle proiezioni archetipiche, con il ritiro di quelle negative e il ripristino di quelle positive.8

Massimo Recalcati illustra invece l’influenza del consumismo tipico della nostra società sulla dimensione della coppia: la ricerca del nuovo si impone a tutti i livelli, orientando il desiderio verso ciò che ancora non si possiede, sulla base dell’illusoria equivalenza nuovo – felicità. La nascita di un bambino coincide spesso con una crisi del legame per entrambi, in quanto è difficile conciliare la nuova immagine genitoriale del partner con quella della persona di cui ci si era innamorati, scindendo così la dimensione familiare da quella del desiderio. La seconda problematica descritta da Recalcati è la qualità narcisistica dell’amore: l’individuo proietta sull’altro il proprio Io ideale, generando una dimensione allucinata di indipendenza e auto-generazione.9 L’amore che dura ama l’altro per tutto ciò che realmente è, per il suo essere differente e insostituibile, e accetta il rischio di fare un salto nel vuoto, di esporsi totalmente all’altro. L’amore non narcisistico si espone al rischio della fine perché rispetta la libertà dell’altro e si basa sulla libera scelta di stare insieme. La coppia che dura riesce a trovare il nuovo al suo interno: il volto dell’amato è sempre lo stesso, ma è sempre nuovo. L’amore assoluto verso la creatura, si potrebbe dire, ha una funzione trascendente, è una porta che conduce al Creatore.

“Il volto di mio figlio o quello della donna che amo e che ritrovo ogni mattina, alla fine della notte, che ritrovo ancora, giorno dopo giorno, ancora, non è forse il solo volto dell’eterno che mi è concesso di contemplare in questo mondo?”10

1 Ballardini Maria, Da due a tre. La relazione che accompagna la vita, Alpes, Roma, 2014, pag. 37

2 Rogers Carl, Partners, Il matrimonio e le sue alternative, Edizioni Astrolabio, Roma, 1974, pag. 182

3 O’Leary Charles, Counseling alla coppia e alla famiglia, Erickson, Trento, 2002

4 Ulsamer Bertold, Il grande manuale delle costellazioni familiari, Età dell’Acquario, Torino, 2007, pag. 183

5 Ulsamer Bertold e Ulsamer Gabriele, Genitori e figli, le regole del gioco, Età dell’Acquario, Torino, 2008, pag. 30

6 Schafer Thomas, Guarire le malattie dell’anima, Tecniche Nuove, Milano, 2006, pag. 73

7 Ulsamer Bertold e Ulsamer Gabriele, Genitori e figli, le regole del gioco, Età dell’Acquario, Torino, 2008, pag. 42

8 Ranzato Francesco, Le sacre nozze, Edizioni Mediterranee, Roma, 1991

9 Recalcati Massimo, Non è più come prima, elogio del perdono nella vita amorosa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014

10 Ivi, pag. 17

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